La presidente di ConfapiDhebora Mirabelli, scrive una lettera aperta alla Regione Siciliana per sensibilizzare l’esecutivo sulla gestione dei fondi europei.

Cara Regione, i 100 milioni di euro sottratti ad investimenti e formazione sono un lusso ed uno spreco improduttivo che non ti puoi permettere. Evitare eventuali ulteriori disapplicazioni di principi e regole comunitarie sui fondi strutturali a noi assegnati oggi è più che mai un dovere – sottolinea la presidente di Confapi -. Per noi, che rappresentiamo sul territorio la Confederazione delle Piccole e Medie Imprese, così come per ANCI e tutti i Sindaci dei Comuni coinvolti, è un grave errore non far ricorso a risorse regionali per spese correnti di cui hanno urgente e quotidiano bisogno famiglie e cittadini post covid-19″.

Dhebora Mirabelli
Dhebora Mirabelli

“Leggo di provvedimenti e richieste all’Ue per rendere operativa la distrazione di risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE) e del Fondo per lo Sviluppo Regionale (FESR) a favore di voucher per la spesa e beni di prima necessità a famiglie e cittadini. Provvedimenti che, sia i sindaci di diversi comuni sia l’ANCI, hanno prontamente provveduto a contestare, nella forma e nella sostanza, preoccupati di dover dar riscontro, senza certezze, alle tante istanze e richieste di spiegazioni che arrivano dai loro cittadini”.

Lo sai bene anche tu, mia cara Regione che, nulla hai ancora previsto e comunicato ai futuri attuatori in merito nella prima deliberazione relativa ai circa 30 milioni di euro a valere sui Fondo Sociale Europeo. Nulla, in base ai criteri di selezione dei beneficiari, nulla sul periodo di erogazione, nulla sulla compatibilità e coerenza con le altre disposizioni regionali e non in contraddizione con il provvedimento emanato, nulla in merito alle nuove modalità di procedure di controllo in modo chiaro e trasparente”, chiarisce Dhebora Mirabelli.

“Siamo solo ai primi 30 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo, non osiamo immaginare le problematiche che le amministrazioni comunali saranno chiamate ad affrontare sui restanti 70 milioni di euro destinati ad investimenti che dovrebbero convertire in spesa corrente senza una precisa nuova regolamentazione alla quale far riferimento”.

“Un provvedimento che più che salva famiglie, si preannuncia diventare, in fase di attuazione e rendicontazione, una messa in pericolo di risorse comunitarie per sottrazione e/o mancato rispetto di principi e regole a danno di imprese, giovani e lavoratori“, chiosa Dhebora Mirabelli.