Responsabile della creazione e gestione della Rete Globale delle Amministrazioni Pubbliche delle Nazioni Unite (UNPAN) con oltre 30 partner internazionali e regionali, promuove da sempre lo sviluppo e la condivisione di esperienze innovatrici nella governance.

Il mercato degli Stati Uniti

Quello degli Stati Uniti rappresenta uno dei principali mercati di sbocco per l’export italiano, infatti nel 2016 le PMI nostrane hanno esportato oltreoceano la cifra record di 44,159 miliardi di dollari. E così anche nel 2017: nel periodo gennaio-aprile 2017 gli Stati Uniti hanno importato beni per 15,235 miliardi di dollari dall’Italia, facendo registrare una variazione positiva del 6.9% rispetto all’anno precedente.

Non è un mistero che gli americani amino il gusto, l’unicità e lo stile di tutti i prodotti italiani, ed è da qualche anno che si sono concentrati – fra l’altro – gli sforzi del nostro Paese per preservare il valore del Made in Italy ed educare i consumatori d’oltreoceano contro l’Italian sounding.

Se è vero che l’America è la terra dei sogni che s’avverano e che tutti siamo affascinati dall’American Dream, allo stesso modo bisogna riconoscere che si tratta di un mercato molto ampio, rispetto al quale non si può essere impreparati.

Diventa dunque fondamentale capire come esportare negli Stati Uniti, ed è per questo che Confapi Sicilia, nell’ambito delle azioni previste dal Piano Triennale, ti mette a disposizione la consulenza e il supporto gratuito dei suoi Ambasciatori dell’Internazionalizzazione: professionisti qualificati che dall’Italia si sono fatti conoscere sui maggiori mercati internazionali con ruoli di rilievo, pronti a seguirti e affiancarti gratuitamente soprattutto nella fase preparatoria della tua strategia di internazionalizzazione ed esportazione.

Perché esportare a New York e negli USA

Per le imprese straniere gli Stati Uniti rappresentano una grande opportunità per acquisire visibilità a livello internazionale e un trampolino di lancio rilevante per altri mercati. Gli Stati Uniti, con una quota del 8,8% (2017), sono il terzo mercato di sbocco per le merci italiane.

Gli Stati Uniti rappresentano  il 30% del settore consumer nel mondo, con spese per l’acquisto di articoli al dettaglio nel 2018 pari a circa 12.953 miliardi di dollari (63% del PIL degli Stati Uniti).

Inoltre, il mercato statunitense è il primo al mondo in relazione alle famiglie con reddito annuo disponibile pari ad almeno 300.000 dollari, e ciò ne fa il mercato principale per quanto riguarda i beni di lusso e di fascia medio-alta.

Esistono anche opportunità per aziende operanti nel settore degli alimenti e delle bevande di fascia medio-alta, principalmente bevande alcoliche e non alcoliche e alimenti biologici, naturali e privi di glutine.

Il settore degli alimenti e delle bevande offre importanti margini di aumento della presenza di prodotti italiani negli Stati Uniti.

Tra le merci dirette verso gli Stati Uniti vi è un’ampia varietà di prodotti pregiati grazie ai quali l’Italia ha guadagnato una posizione di rilievo; tra questi rientrano le tante tipologie di produzioni vitivinicole, oltre ad un’ampia scelta di prodotti tipici, tra i quali anche alcune tipologie, la cui importazione è attualmente consentita, di prosciutti e formaggi.

Per alcuni prodotti o comparti merceologici, l’Italia ha una leadership incontrastata rispetto ad altri paesi concorrenti. È ancora il caso dell’olio d’oliva con una quota sulle importazioni USA dal Mondo del 39,7% registrata a fine 2017 e 385 milioni di dollari o di prodotti quali la pasta (34,4% del mercato, 240,5 milioni $), i formaggi (25,2% del mercato, 237 milioni $) e il vino (da pasto e spumanti) con il 30,9% del mercato, circa 1,5 miliardi di dollari.

Le aziende italiane sanno come rispondere alle esigenze del mercato statunitense per quanto riguarda sia i beni di lusso che di fascia medio-alta, che le bevande e gli alimenti per la buona tavola. Il problema sarà come espandere la posizione dell’Italia nel mercato “intermedio” degli Stati Uniti, molto più grande, senza che ne vada a scapito il brand “Made in Italy” che contraddistingue i prodotti di altissima qualità (ma di prezzo molto alto).

Il nostro Ambasciatore a New York

Guido Bertucci è il Direttore Ecutivo di Governance Solutions International, un’organizzazione che promuove lo sviluppo e la condivisione di esperienze innovatrici nella governance. In precedenza era responsabile del Programma delle Nazioni Unite per la Pubblica Amministrazione e lo Sviluppo, che promuove politiche pubbliche sane, buon governo e pubblica amministrazione efficiente e competente in tutto il mondo.

È alunno dei Consigli dell’Agenda Globale del World Economic Forum.

È stato responsabile delle attività di advocacy in governance e pubblica amministrazione a livello globale; ha diretto la ricerca, scritto, parlato, organizzato incontri globali e fornito assistenza tecnica su questioni emergenti nelle politiche pubbliche, nella governance e nella pubblica amministrazione. Ha fornito consulenza ai governi nella formulazione di strategie per lo sviluppo delle risorse umane e della leadership.

È stato responsabile della creazione e gestione della Rete Globale delle Amministrazioni Pubbliche delle Nazioni Unite (UNPAN) con oltre 30 partner internazionali e regionali.

Guido Bertucci ha conseguito una Laurea in Scienze Politiche e un Diploma post-laurea in Scienze Amministrative presso l’Università Cattolica di Milano. Ha anche ricevuto una serie di dottorati onorari.

Parla fluentemente italiano, inglese, francese, spagnolo